La famiglia Agnelli e la FIAT

Piola Libreria di Catia - Libreria indipendente Torino piola Borgo Vittoria - 26/10/2015

Sino al 1998 la mancanza di studi sulle origini degli Agnelli e sull’esatta collocazione sociale del fondatore della Fiat ha consentito a vari storici di sbizzarrirsi nella formulazione di teorie contraddittorie e infondate. Piero Lombardi, sabato 7 novembre alle ore 20,30, presso la Piola Libreria di Catia racconterà la storia di questa illustre famiglia italiana. Solo in una libreria indipendente di Torino potrete partecipare ad un evento simile.

 

Storia della famiglia Agnelli e della FIAT

Provenienti da Racconigi, gli Agnelli, ricchi agricoltori di gelso, acquistarono nel 1853 la settecentesca villa Piccon. Il 13 agosto 1866 nella villa nacque Giovanni Agnelli, uomo destinato a diventare celebre per la storia piemontese. Il primo luglio 1899 insieme ad altri ardimentosi pionieri, fondò la FIAT impiegando i capitali accumulati nell’agricoltura. Giovanni morì appena conclusa la seconda guerra mondiale, il 16 dicembre 1945. Gli Agnelli hanno contribuito allo sviluppo di Villar dando lavoro, fondando la tranvia Pinerolo-Perosa, la SAPAV (1911) e il complesso turistico di Sestriere. Tra le altre opere ricordiamo ancora gli ospedali ormai chiusi di Pra Catinat, donati nel 1935 all’Istituto di Previdenza Sociale e intitolati ad Edoardo Agnelli e alla sorella Tina Nasi.

 

Nel 1889 Giovanni Agnelli sposò Clara Boselli (1869 – 1946), dal cui matrimonio nacquero due figli: Edoardo e Aniceta Caterina (1889 – 1928). Edoardo Agnelli, oscurato dall’ingombrante ombra del padre, uomo autoritario e deciso, non avrà molto peso nell’azienda di famiglia, governata con pugno di ferro dal padre stesso e da un outsider, un giovane che diverrà in breve tempo l’uomo di fiducia del padre: Vittorio Valletta. Edoardo si appassiona al calcio e fa del Foot-Ball Club Juventus, grazie al suo lavoro nella presidenza della società dal 1923 al 1935 (il più antico sodalizio di imprenditori nel calcio), la stella del calcio italiano con la vittoria di 6 scudetti in 10 anni, di cui 5 consecutivi (record nazionale), un traguardo continuato nel corso degli anni dai suoi figli Gianni ed Umberto. Dopo di lui tutti i discendenti maschi dovranno occuparsi in prima persona della squadra.

 

Fonda anche una stazione invernale che diverrà presto prestigiosa e famosa: il Sestriere, dal nome dell’omonimo colle, a cui si giunge dal paese di origine della famiglia Agnelli, Villar Perosa, sita poco più oltre Pinerolo sulla omonima statale (la 23), che a partire da Pinerolo sale lungo la sinistra orografica del Chisone. Un grave incidente stronca la vita dell’erede di Giovanni Agnelli, rientrando una domenica d’estate (14 luglio 1935) da Forte dei Marmi con l’idrovolante del padre.

 

Gianni Agnelli, “l’Avvocato”

Giovanni Agnelli, figlio di Edoardo Agnelli e della principessa Virginia Bourbon del Monte, era il secondo dei sette figli della coppia. Era noto come Gianni Agnelli, e soprannominato l’Avvocato. Al termine del 1946, a quasi un anno dal decesso del nonno, Vittorio Valletta, diventa dominus indiscusso della azienda. Intanto, già nel 1947 Gianni Agnelli diviene Presidente della squadra di calcio che il padre Edoardo aveva portato al ruolo di “prima donna” nel calcio italiano: la Juventus, squadra cui sarà affezionato per tutta la vita.

Viaggia in continuazione in tutto il mondo, frequentando i luoghi più mondani d’Europa, le persone più famose del jet-set internazionale: attrici, principi, magnati, uomini politici (i suoi rapporti di amicizia con John Fitzgerald Kennedy risalgono a quegli anni). Intreccia numerose relazioni sentimentali.

 

Gianni “eredita” dal nonno nel 1966 il comando dell’azienda di famiglia dopo un periodo ventennale di “reggenza” da parte di Vittorio Valletta, insediatosi al timone della Fiat all’età di 45 anni, dopo avervi svolto praticamente solo ruoli di rappresentanza.

Nel 1969 viene acquisita dalla famiglia Pesenti, ad un prezzo simbolico, la Lancia, glorioso marchio di auto di prestigio (era detta “la Mercedes italiana”) fondata a Torino da Vincenzo Lancia nel 1907, ormai in stato di quasi dissesto. Nello stesso anno Ferrari cede alla Fiat il controllo della sua casa di auto da corsa.

Non sono trascorsi che tre anni dal suo insediamento al vertice della FIAT che Gianni Agnelli deve affrontare un problema piuttosto difficile: il rinnovo del contratto di lavoro dei metalmeccanici (1969). La vertenza procede per tutta la prima metà dell’anno più o meno aspramente rispetto alle volte precedenti, ma all’inizio di settembre le cose cambiano radicalmente ed emergono nuove, inattese forme di sciopero: incomincia quello che verrà subito battezzato autunno caldo. La vertenza si chiude nel gennaio del 1970 con un nuovo oneroso contratto per le aziende, con concessioni normative consistenti che incideranno pesantemente sui bilanci futuri.

 

La crisi finanziaria

Nella prima metà degli anni settanta Gianni Agnelli deve affrontare la prima grossa crisi della Fiat, la più grande forse a partire dalla prima guerra mondiale: l’autofinanziamento non è più possibile e la Fiat non può più fare a meno, come è stato fino a quel momento, di ricorrere massicciamente al credito.

Viene assunto in quel periodo un nuovo responsabile della finanza aziendale: Cesare Romiti (autunno del 1974) che raggiungerà nel quasi quarto di secolo di permanenza in Fiat, il massimo vertice. La crisi si riaffaccia prepotente a fine anni settanta ma viene superata grazie alla ottima riuscita di due modelli voluti dal nuovo direttore generale di Fiat Auto, Vittorio Ghidella: la Uno e, successivamente, la Thema.

 

A metà degli anni ottanta inizia una trattativa di accordo societario con la Ford Europa ma poi, a trattative già avanzate, l’accordo sfuma (ottobre 1985). Poco dopo Gianni Agnelli strappa proprio alla Ford l’acquisto dall’IRI dell’Alfa Romeo, che il governo italiano ha deciso di vendere.

Giovanni Agnelli nel 1991 venne nominato senatore a vita dall’allora Presidente della Repubblica italiana Francesco Cossiga: Agnelli si iscrisse al Gruppo per le Autonomie e venne ammesso alla Commissione Difesa del Senato.

 

Il nuovo millennio

Al principio degli anni 2000, Gianni Agnelli, convinto che la Fiat non ce la farà da sola ad affrontare la sfida del mercato mondiale, apre agli americani della General Motors (GM) con i quali conclude un’intesa: la grande azienda americana acquista il 20% della Fiat Auto pagandolo con azioni proprie.

L’accordo si rompe cinque anni dopo (sia FIAT che GM si trovano in grosse difficoltà) con un risultato opposto a quanto ipotizzato originariamente: non è la Fiat Auto che viene interamente ceduta a GM, bensì è GM che paga per evitare l’esercizio del diritto di cessione da parte Fiat.

 

 

La morte

La crisi economica del settore auto del Gruppo Fiat trova Agnelli già in lotta contro il tumore ed egli può partecipare ormai solo in maniera limitata allo svolgersi degli eventi.

Il 24 gennaio 2003 Gianni Agnelli si spegne a Torino nella sua storica residenza collinare Villa Frescòt (al confine con Pecetto Torinese) per carcinoma prostatico. La camera ardente viene allestita nella Pinacoteca del Lingotto, secondo il cerimoniale del Senato.

Il funerale, trasmesso in diretta su Rai Uno, si svolge nel Duomo di Torino seguito da un’enorme folla. La moglie con una lettera aperta al direttore del quotidiano la Stampa ringrazierà poi tutte le figure nazionali e internazionali e tutti i cittadini presenti.

È sepolto nella cappella monumentale di famiglia presso il piccolo cimitero di Villar Perosa.

 

 

Chi è Piero Lombardi

Piero Lombardi, nato a Lisio in provincia di Cuneo nel 1945, perito elettrotecnico, ex-quadro della COMAU, negli ultimi anni ha gestito corsi di formazione aziendale per alcune prestigiose aziende automobilistiche europee, sviluppando relazioni interpersonali e di comunicazione in inglese e francese.

E’ stato Team Leader OFA (Olympic Family Assistant) ai Giochi Olimpici 2006 e come PFA (Paralympic Family Assistant) ai Giochi Paralimpici.

In modo del tutto autodidattico ha letto parecchio sui Savoia e ora è un buon conoscitore della loro storia e del patrimonio artistico da loro lasciatoci. Durante i giochi olimpici gli è stato chiesto di mettere a disposizione dei suoi colleghi OFA queste conoscenze, perché molti di loro ignoravano la storia e l’arte barocca di Torino. Ha quindi preparato una raccolta intitolata “I Savoia: novecento anni di una dinastia” distribuita e divulgata tra gli OFA. Tale raccolta computerizzata è a disposizione di chiunque sia interessato a consultarla.

Da marzo a luglio 2008 ha lavorato, come consulente, in MODARTE (Rivoli-TO), una ditta impegnata nell’ambito della progettazione di interni ed esterni per prototipi auto e concept cars. Ha partecipato nel ruolo di VG (Volontario Guida) a Terra Madre 2008 – 23-27 ottobre 2008.

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